Poi, per fortuna, la ragazza seduta davanti a me ha smesso di strapparsi le doppie punte.
Caro Marco,
ti scrivo dal profondo del mare, nascosto dentro un giardino di coralli, al riparo dagli squali, ma invisibile per le sirene.
Quando ne ho voglia alzo gli occhi e guardo il sole attraverso un milione di miliardi di metri cubi d'acqua, e finalmente, non mi bruciano più gli occhi.
Non ho pianto, questo è certo
ma era un sogno o un ricordo
Lo psichiatra dalle mie parti è una figura particolare.
Una specie di Dottor House della malattia mentale.
Lui non ti cura mica, anzi, gli da quasi fastidio farlo, l'importante è che risolva l'enigma.
Che nella maggior parte dei casi è trovare il perfetto cocktail di farmaci. Te la freghi la caipiroska alla fragola.
Oggi mi ha stupito, come solo lui sa fare.
E' entrato ed ha esordito con un:
"Il Super Io è solubile in alcol."
Io lo stimo, lui si che mi capisce.
Quando la signora ricoverata in piena demenza senile, cerca di farti fidanzare con un giovane paziente psichiatrico ricoverato, c'è qualcosa che non va.
E' lunedì, e la settimana si preannuncia faticosamente ricca di ricerche, quindi mi rivolgo a voi alla ricerca di ispirazione. Sennò non aggiorno più il blog, ecco.
Cercasi:
- regalo per un ragazzo che si laurea in psicologia, no agende o penne di dubbio gusto.
- hotel a barcellona per il weekend del 13-15 aprile, luogo decente (preferibilmente zona La Rambla), prezzo altrettanto.
Si accettano proposte (non sessuali).
Vi concedo una perla di saggezza (almeno quello eh!)
"Chi se la tira troppo, rischia di strapparsela tutta."
Io attendo speranzosa eh, e continuo a guardarmi lo speciale sui Nirvana su MTV (gh!)
Il signore vestito di chiaro si accorge improvvisamente dell'assenza. Vive in quella casa da molti anni, ma solo ora, quando verosimilmente il suo soggiorno volge al termine, si avvede che in una stanza semivuota vi è una zona di assenza. La stanza semivuota, è dopo tutto, una stanza come le altre; e, non fosse per l'assenza, nessuno la noterebbe. L'assenza, va da sé, non ha nulla a che fare con il vuoto. Una stanza totalmente vuota può essere priva di assenza, e nemmeno spostando rapidamente un mobile si crea una vera e propria assenza. Non si crea nulla. Ora il signore non più giovane, che è vissuto molti anni in quella casa, che ha attraversato innumerevoli volte quella stanza, ha scoperto che in quell'angolo non c'è un vuoto, ma un'assenza. Sa anche di averla percorsa numerose volte, e di essere egli stesso implicato, non sa come, in quell'assenza. Egli scruta quell'assenza, e naturalmente non ne capisce molto. Tuttavia, qualcosa della sua vita in quella casa gli pare meno chiaro. Si sa che le assenze non traslocano facilmente; e può essere che il bisogno di aver vicino quell'assenza lo abbia indotto a protrarre di anno in anno un soggiorno in una casa che non ama, tra mobili che gli sono estranei.Tutto gli è estraneo in quella casa, eccetto l'assenza. L'assenza è talmente importante, che potrebbe rinunciare a tutto ciò che rende la sua vita tollerabile - sebbene tollerabile non sia - pur di non assentarsi dell'assenza. E' tentato, naturalmente,a porsi molte e contrastanti domande su quell'assenza. Un uomo ha sempre sulle labbra un <<Che cosa è?>>. Ma l'uomo non è invecchiato invano. Metodicamente elimina in sé ogni desiderio di interrogare, di sapere, di indagare. Tenebre o luce gli sono indifferenti, come amore o abbandono. Sa che l'assenza è indifferente, e tuttavia sa anche che codesta indifferenza è talmente importante, che senza di essa egli sarebbe del tutto disperato. Solo di questo si stupisce: di avere scoperto così tardi, a giochi fatti, di non essere mai stato abbandonato, come credeva, ma di avere coabitato da sempre con una indifferenza che, ora, considera la spiegazione della sua sopravvivenza.
(Manganelli)
La penna vacilla, poi sfugge alla mia presa, lasciando una striscia d'inchiostro come la traccia di una lumaca attraverso la carta di mastro Piuma. Ho rovinato un'altra pagina di buon materiale per quella che sospetto sia un'impresa futile. Mi chiedo se sono in grado di scrivere questa storia, o se ogni pagina conterrà la subdola manifestazione di un'amarezza che credevo morta da tempo. Mi considero guarito da ogni rancore, ma quando la penna tocca il foglio, il dolore di un ragazzo trasuda come sangue insieme all'inchiostro creato dal mare, al punto da farmi sospettare che ciascuna lettera nera accuratamente tracciata sia una crosta sopra un'antica ferita scarlatta.
(Robin Hobb)